pillole di storia

 

I sentieri dove passeremo sono antichi e ricchi di storia e furono protagonisti nella seconda guerra mondiale. Ancora oggi sono visibili i segni lasciati.

 

Ecco un po' di storia:

Su quelle alture 'scorreva’ l’estremità nord della linea di difesa tedesca conosciuta col nome di Linea Gotica (Gotenstellung), ovvero, la Linea Verde 2.
Le truppe alleate arrestarono l’avanzata verso nord nel tardo autunno. Verso la fine del 1944 sui monti fra Porretta Terme, Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere, erano schierati gli uomini della Forza di spedizione brasilia (FEB) e quelli della 10ª divisione da montagna statunitense (10th mountain division), quest’ultima arrivata in Italia alla fine di dicembre.

L’offensiva alleata riprese nel febbraio 1945. Nella notte tra il 18 e il 19 di quel mese, gli ‘Alpini’ americani conquistarono Monte della Riva (Fanano), il 20 Monte Belvedere e Monte Gorgolesco e, nei giorni seguenti, si impadronirono di Monte Francescone e di Monte della Torraccia a Iola di Montese.
Intanto, il 21 febbraio, i soldati della FEB presero Monte Castello, sopra Abetaiaa di Gaggio Montano.
Il crinale del ‘Belvedere’, considerato dal comandante delle forze tedesche in Italia maresciallo Kesselring, fondamentale per proteggere il fianco sud est di Bologna, era ormai crollato.

L’avanzata anglo americana prosegui. Il 3 marzo gli uomini della 10ª divisione da montagna liberarono Iola di Montese e proseguirono per Pietracolora e Castel d’Aiano.
All’alba del 14 aprile scattò l’offensiva di primavera. Nel primo pomeriggio di quel giorno, al termine di una sanguinosa battaglia, i soldati brasiliani entrarono in Montese paese e continuarono a combattere sulle alture del Montello fino al 19, quando i tedeschi iniziarono a ritirarsi verso la pianura.

Il 14 aprile, muovendo da Monte della Spe di Castel d'Aiano, la 10ª divisione da montagna conquistò Rocca di Roffeno, il 17 Tolè e si diresse verso la valle del Samoggia, combattendo anche a Mongiorgio di Monte San Pietro. Raggiunse il fiume Po il 22 aprile e lo attraversò tra il 23 e il 24.
Il 14 aprile, ai piedi di Monte della Spe, nella vallata di Pra del Bianco, rimase ferito il tenente ventiduenne, Robert Dole, 85° reggimento, compagnia II, divenuto poi senatore del Kansas e, nel 1996, antagonista di Bill Clinton alle elezioni presidenziali statunitensi.

Il 21 aprile gli uomini della FEB raggiunsero Zocca, proseguirono per Vignola, Maranello, Sassuolo, Scandiano, Montecchio, si spinsero fino alle colline parmensi a ridosso della pianura Padana e proseguirono per Piacenza e Alessandria. Alcuni gruppi raggiunsero il confine francese.

In questi territori, teatro di dure battaglie, sono ancor’oggi presenti testimonianze di un passato di morte e di sofferenze.
Lungo il sentiero CAI 400/4, che dal Monte Belvedere raggiunge Ronchidoso e porta nel territorio di Montese, sono visibili trincee, postazioni di armi leggere, profonde buche provocate dallo scoppio di bombe. Collezionisti di oggetti della seconda guerra mondiale, col metaldetecor, trovano ancora oggetti appartenuti a soldati, schegge,
Quella terra appenninica fu bagnata dal sangue di tanti giovani: americani, brasiliani, partigiani, membri dell’esercito tedesco, e anche della popolazione civile.
È stato calcolato che vi furono circa 75.000 tedeschi vittime dei combattimenti (tra morti, feriti e dispersi), mentre il tributo pagato dagli alleati fu di circa 65.000 uomini.

Da visitare:
Museo storico di Montese ove è allestita una sala dedicata alla Forza di spedizione brasiliana
Postazioni tedesche del Montello di Montese
Raccolta di cose montesine, a Iola di Montese, con alcune sale dedicate alla seconda guerra mondiale e in particolare alla 10ª divisione da montagna

Altri luoghi di interesse storico:

I Rubini (Zocca)
In questa località avvenne la scissione della brigata partigiana Stella Rossa comandata da Mario Musolesi detto Lupo, giunta quassù alla fine di giugno 1944 in fuga a seguito di un rastrellamento tedesco nel bolognese.
Dopo essersi scontrato con il Lupo, Sugano Melchiorri se ne andò con 120 partigiani e raggiunse la zona libera di Montefiorino. Ai Rubini è stata allestita una Fattoria didattica, con un percorso virtuale sul tema dell'alimentazione in tempo di guerra.

Boschi di Ciano (Zocca)
In località Boschi di Ciano i tedeschi impiccarono venti civili. L’episodio che scatenò questa rappresaglia nazifascista risale alla sera del 15 luglio 1944 quando, in un’imboscata, rimasero uccisi due soldati tedeschi e un terzo, ferito, riuscì a salvarsi. Il 17 ed 18 luglio 1944, la famigerata banda Zanarini, tristemente nota come la Compagnia della morte, nelle località Ciano, Montombraro, Zocchetta e Montalbano di Zocca, rastrellò 40 persone che furono portate a Castello di Serravalle, nel bolognese, ove aveva sede il comando della Compagnia della morte. La mattina del 18 luglio i prigionieri furono divisi in due gruppi di venti persone: uno di essi fu subito posto in libertà, mentre l'altro fu chiuso nel cinema di Castelletto. I venti martiri furono sottoposti a torture e furono impiccati nello stesso punto in cui erano stati uccisi i due soldati tedeschi.
Un monumento ricorda questo eccidio.

Pieve di Trebbio (Guiglia)

Una lapide posta nel parcheggio vicino al Centro visite del Parco ricorda otto partigiani e due legionari rimasti uccisi nella battaglia del 12 marzo 1944. Quel giorno, una formazione partigiana da poco costituita sotto il comando dell'azionista Leonida Patrignani (nome di battaglia Bandiera), si era spostata in questa zona in attesa dell'arrivo dei rifornimenti di armi. Fu attaccata da reparti della GNR e dell'esercito e ne seguì un  furioso combattimento durato ben dieci ore. Dopo questa battaglia la formazione si sciolse.

Per scoprire i musei e quanto contengono visita: 
http://www.promappennino.it/index.php?type=&newlang=it