Nel quartier generale della Runeda sarà allestito una Grande Osteria dove si potranno degustare fantastiche leccornie cucinate come si faceva una volta; crescentine, tigelle, ciacci, zeppole, lambrusco…saranno i protagonisti di sabato pomeriggio e sera. I biker che partecipano alla Grande Escursione e alla Scampagnata usufruiranno gratuitamente del ristoro, tutti gli altri potranno degustare i prodotti pagando una quota minima.

A pagamento tutti potranno disporre del pranzo il sabato a mezzogiorno e delle Tigelle di Esploraria per la domenica a mezzogiorno.

 

Anche lungo gli itinerari proposti ci saranno Le Osterie dove potrete degustare numerose di queste leccornie.

 

Crescentine:

Tutti le chiamano Tigelle, ma in realtà sbagliato. Le Tigelle sono i dischi in cui si cuociono le crescentine.
La crescentina (normalmente usata la forma plurale crescentine) una specialità tipica dell' appennino modenese . Il nome di questo e di altri prodotti a base di farina, in Emilia varia notevolmente da zona a zona. Ad esempio il termine crescentina viene comunemente utilizzato nella zona di Bologna per indicare lo gnocco fritto , mentre l'alimento di cui tratta questa voce viene chiamato comunemente tigella.
Le crescentine si preparano a partire da un impasto di acqua , farina di grano tenero e lievito , da cui si formano palline o dischi del diametro di 6-10 cm . In alcune varianti viene aggiunto anche bicarbonato di sodio , strutto , latte oppure olio .


La cottura tradizionale avveniva impilando la pasta in alternanza con dischi di terracotta precedentemente arroventati nel camino . Con opportuna maestria la cuoca spostava periodicamente gli elementi della pila per rendere uniforme e verificare l'avanzamento della cottura. I dischi di terracotta erano chiamati tigelle e per questo motivo oggi, specialmente nella pianura modenese e bolognese, ci si riferisce alle crescentine con il nome di tigelle. I dischi avevano spesso incise decorazioni geometriche o floreali che rimanevano stampate sulla pasta durante la cottura.
Attualmente la cottura solitamente effettuata in maniera più veloce ponendo i dischi di pasta tra due piastre di materiale refrattario oppure alluminio.
Le crescentine cotte vengono poi tagliate a metà ed imbottite tradizionalmente con un trito di
lardo di maiale, aglio e rosmarino , a cui si sono aggiunti in tempi recenti gli affettati, prosciutto, pancetta, ciccioli, coppa e i formaggi , primo tra tutti il Parmigiano Reggiano grattugiato.

 

I Ciacci

L'impasto può essere fatto con farina di frumento o di castagne, lasciato molto morbido e versato su stampi circolari che sovrapposti cuociono il ciaccio. Appena cotto, caldo fumante si ripiega su se stesso e condito con ricotta o stracchino o affettati….

 

 

Le Zeppole

Un fantastico dolce, dalla ricetta del tutto segreta, che si tramanda la frazione di Montalbano e non fa uscire dalle sue mura. E' un dolce che la frazione di Zocca prepara e fa degustare solo in 2 occasioni nall'arco dell'anno, per i bikers della Runeda e alla sagra di Montalbano.

 

Il Parmigiano

Il Parmigiano-Reggiano mette d'accordo gastronomi e medici, poeti e letterati, virtuosi e gourmet della mensa e tecnici della nutrizione. E' raro che ciò che fa a tavola la delizia dei gastronomi incontri l'approvazione del medico e del dietista. Il cuoco viene lodato, ma il medico protesta; chi mangia cibi succulenti, spesso " li tiene in bocca pochi istanti, nello stomaco alcune ore e nei depositi di grasso del corpo per sempre".
Il formaggio Parmigiano-Reggiano è una delle pochissime felici eccezioni, nutrientissimo, di sapore pieno e stuzzicante, delizia come condimento e come formaggio da tavola il gastronomo più esigente e, nello stesso tempo, soddisfa per la sua digestione ed assimilazione facilitata; il dietologo lo raccomanda anche nell'alimentazione dei bambini, delle gestanti, dei convalescenti e dei vecchi. E, naturalmente, è particolarmente raccomandato per chi desidera mantenere la linea. Qual è il segreto? O meglio, perchè elementi di solito in contrasto - valore nutritivo e digeribilità - convivono armonicamente nel Parmigiano-Reggiano? Perchè è un alimento tutto e solo naturale.


http://www.benettontalk.com/2006/10/post_39.htmlhttp://catalyst.thirdeyemedia.net/shopviviano/index.php?cPath=38

 

I biker che parteciperanno alla scampagnata potranno visitare un caseificio e vedere come si produce il Parmigiano.

 

Il Lambrusco

I Lambruschi costituiscono una famiglia di vitigni che da secoli si sono integrati nel paesaggio modenese. Da questi si ottiene un vino generoso e franco come la gente che abita in queste terre, inconfondibile per una attitudine naturale: la rifermentazione primaverile. Di "Vitis labrusca" (un vitigno selvatico) si parla fin dall'epoca romana, ma solo nel XIX secolo alcune linee genetiche prevalgono e assumono, grazie alle caratteristiche naturali e all'evolversi del lavoro dell'uomo, una fisionomia specifica. Si arriva così a codificare tre tipi di vino simili, ma distinti.

Lambrusco Grasparossa 2VendemmiaLa caratteristica spumaRifermentazione in bottiglia

 

 

Il Maiale

Da Marano a Montese al maiale si da del lei. La zona è ricca di allevamenti e lavorazioni ancora artigianali. Da queste officine del "mangiar bene" escono salumi autenticamente genuini, fatti con sapienza e, soprattutto, senza fretta. Ma il maiale quassù è anche un fatto di vita. Come quando si macellava nelle aie delle abitazioni coloniche e per due giorni in casa era una festa.
Inutile dire che è impossibile sedersi a tavola senza incontrare qualche pezzo pregiato del suino. I ciccioli, ad esempio. Frolli da mangiare come antipasto, o teneri. Oppure la pancetta, che da il meglio di sé quando farcisce un'abbondante crescentina e si scioglie, amalgamandosi alla pasta. Che dire poi del lardo, base di tantissime pietanze tradizionali e, soprattutto, condimento essenziale per i borlenghi, cibo-simbolo della zona.

Ma il re è il prosciutto. Fra queste valli si concentra una parte importante della produzione del "Prosciutto di Modena" D.O.P, uno dei grandi cibi di qualità europei. In particolare è attorno a Samone , grazioso borgo medievale nel comune di Guiglia, che si trova la maggior parte dei prosciuttifici. Si tratta di una realtà importante sia dal punto di vista gastronomico che economico, con una capacità produttiva di quasi un milione di pezzi.

Prosciutto di Modena DOP
In molti prosciuttifici fra Guiglia e Zocca si produce il Prosciutto di Modena DOP, uno dei migliori salumi al mondo.
Il rigore nella lavorazione e la genuinità della materia prima (i maiali) rendono possibile un severissimo disciplinare di produzione, che conferisce il marchio di Origine Protetta ai prosciutti prodotti. Un suino destinato a trasformarsi in prosciutto viene marchiato entro 30 giorni dalla nascita e da quel momento fino alla tavola ogni passaggio è controllato.
La qualità del prodotto è tutelata dal Consorzio Prosciutto di Modena, che ne promuove anche l'immagine in Italia e all'estero.
Le caratteristiche del Prosciutto di Modena DOP
Sono tante le qualità che rendono il prosciutto di Modena unico. Fra tutte il sapore, sapido ma non salato. Il profumo è gradevole, dolce ma intenso anche nelle prove dell'ago.
La percentuale di proteine è di circa il 26-27%. Ciò rende il prosciutto particolarmente adatto nelle diete a sfondo iperproteico, pur essendo estremamente digeribile. Inoltre il Prosciutto di Modena per il suo contenuto minerale e vitaminico, ed il suo limitato contenuto di colesterolo inferiore ad altri tipi di carni, quali quelle bovine e di pollo, è un alimento ideale nelle diete ipolipidiche se viene asportato il grasso.